THE FOUR HORSEMEN

METALLICA- Ci sono band che vanno al di là della storia e ben oltre la leggenda. Sicuramente i Metallica sono tra queste, grazie ad una storia immensa imperniata su una serie di album imprescindibili, oltre che un rendimento live stellare e costante. I Metallica sono gli artefici della rivoluzione, coloro che dinnanzi al fenomeno del metal da hit parade hanno forgiato nell'ira il thrash di 'Kill'Em All'. Precursori e artefici di uno stile grezzo, velocissimo e minimale, i Metallica sono stati tra i capiscuola di una serie di band incredibili, accomunate dalla provenienza geografica (la Bay Area di San Francisco) e dalla stessa foga isterica nel proporre un heavy metal molto più estremo di quanto non fosse stato fino a quel momento. Non solo: dopo aver di fatto generato il thrash, i Quattro Cavalieri lo hanno rimodellato, perfezionato ed elaborato, fino al culmine di un album praticamente perfetto come il cattedratico 'Master Of Puppets' (1986), e basta il nome a far tremare i polsi. James Hetfield, Lars Ulrich, Kirk Hammett, Cliff Burton: i nomi dei rivoluzionari sono evidenti. Quattro album enormi per fare la storia del metal più duro targato Eighties, uno per smontare in un colpo il muro creato tra il metal e la società: l'omonimo 'Metallica' è la carta per dimostrare di poterlo portare nelle case di tutti, l'acciaio, a costo di rinnegare il moto rivoluzionario che ha fatto scoccare la scintilla originaria. Formatisi nel 1981 a Los Angeles, in California, i Metallica sono nati dalla conoscenza tra James Hetfield, voce e chitarra ritmica, e Lars Ulrich, batterista, tramite un annuncio su una rivista. Lars propose inizialmente il nome 'Metal Mania' ma su consiglio di un agente di spettacolo fu scelto il moniker 'Metallica'. Dopo le prime sessioni nel garage di Ulrich, nel 1982 i nostri registrarono 'Hit the lights' per la compilation Metal Massacre; ma era un periodo in cui vari componenti si affiancarono a James e Lars. Al basso la band ottenne l'ok del fenomenale headbangers dei Trauma, Cliff Burton, a patto di stabilirsi a San Francisco, lontano dalla scena glam troppo commerciale di Los Angeles; alla chitarra si dimostrò abile Dave Mustaine, che però lasciò per dissidi col gruppo e divenne frontman dei rivalissimi Megadeth. Fu sostituito dal giovane Kirk Hammett. Nel 1983 finalmente i Metallica pubblicano il loro primo album, Kill'em all, uno dei più importanti lavori del genere, caratterizzato da un thrash metal grezzo, minimale, furioso e iper veloce. Il disco si apre con Hit The Lights, prima canzone scritta dalla band. Segue 'The Four Horsemen', il brano più intricato e ricco di cambi di tempo. Diventa un vero e proprio cavallo di battaglia e si rifà al passo biblico dei 4 cavalieri dell'apocalisse, riletto in chiave autocelebrativa. Spicca nella tracklist anche la killer track WhipLash, velocissima e suonata con una precisione chirurgica da James alla chitarra ritmica. Nel complesso i testi erano quasi tutti molto semplici e 'infantili', ma diretti e tremendamente efficaci. Il pezzo che resta più impresso è 'Seek & Destroy', col suo riff al vetriolo e il ritornello che diventa un inno per generazioni intere di metallari incazzati. Dal punto di vista lirico, la devastante 'Metal Militia' è un vero credo nel Verbo dell'heavy metal, una dichiarazione sfrontata di militanza in uno stile di vita vero, appassionato e fiero. Hetfield canta con aggressività tra i fulminanti assoli di kirk, che consentono di vendere 5 milioni di copie. Tutti i pezzi sono elettrizzanti e sanguigni: 'Jump In The Fire', 'Motorbreath', 'No Remorse', 'Phantom Lord'. Appena un anno dopo, i Metallica pubblicano 'Ride the Lightning'. Al fianco della velocità incontrollata e aggressiva tipica della band compaiono ritmi più vari e versatili, composizioni più curate e strutturate in cambi di tempo, melodia differenziate e tecnica superiore. L'opener 'Fight Fire With Fire' è il pezzo che ricollega l'album a Kill'Em All: grezza, velocissima, thrash in tutto e per tutto. Parla di come gli uomini si porteranno all'autodistruzione continuando a farsi la guerra tra loro. La title track, aperta da un riff marziale, è il terrificante flusso di coscienza di un condannato alla sedia elettrica; 'For Whom The Bell Tolls' è un brano lento e cadenzato, scandito dai rintocchi di campana e ispirato al romanzo sulla guerra di Ernest Hemingway: diventa un classico, sempre presente in sede live. La prima 'ballad' del thrash metal è 'Fade To Black', che parla di un uomo che ha perso la voglia di vivere: dolce e tristissima, si apre in un finale più roccioso. Vere perle del disco sono la lunga strumentale 'The Call Of Ktulu' (ispirata ai romanzi horror fantasy di Philippe Lovercraft) e la leggendaria 'Creeping Death', un brano complesso ed elaborato davvero da capogiro. Esso si ispira all'episodio biblico delle piaghe d'Egitto ed è un altro grande classico della band. RTL vendette 8 milioni di copie. I quattro cavalieri mandavano regolarmente in delirio i fan con le loro grandi performances on stage, il loro look capelloni e catene, la loro enorme carica energetica e il loro stile sincero, diretto, semplice. Il 1986 fu l'apice della carriera dei ragazzi californiani, capaci di graffiare la scena metal col più grande capolavoro mai realizzato nel genere. 'Master of Puppets' è infatti un enorme ed ulteriore passo avanti nella carriera del quartetto, ancora più massiccio e articolato, vario e ricco di potenza, velocità, aggressività. Stupendo l'assolo che si incastra nel mezzo della title track, che è spesso ritenuta la canzone metal per eccellenza. Essa parla della società che utilizza i suoi consociati come burattini e, parallelamente, della dipendenza da sostanze stupefacenti: un dramma che colpisce molti giovani. Il disco, a detta degli stessi musicisti, è stato realizzato attraverso un processo di cura maniacale e attenzione estrema del dettaglio. Le tracce leggendarie sono tantissime, praticamente tutte. In 'Battery' brilla l'abilità di Lars alla batteria; 'The Thing That Should Not Be' sembra essere ispirata ancora da Lovercraft ed è un macigno lento e molto potente. La ballad 'Welcome Home (Sanitarium)' racconta le sofferenze di un ospite di un ospedale psichiatrico e i suoi sogni di fuga dal mondo che lo circonda. Essa parte lenta e accelera con un ritmo incalzante. In 'Disposable Heroes' si analizzano le contaddizioni di un campo di battaglia, cercando di rendere l'idea della guerra con repentini cambi di velocità, che rendono la canzone una corsa rapidissima ed elettrizzante. La strumentale 'Orion' è capolavoro del bassista Cliff Burton, ed è un brano lungo e articolato. Damage Inc', violentissima, parla di violenza e distruzione ed è un brano tipicamente thrash. 'Leper Messiah' invece attacca i predicatori religiosi americani e le loro tradizioni domenicali che appaiono tanto false ai Nostri. All'apice della loro carriera, i Metallica girano il mondo in una serie di date infinita, nelle quali si rendono attori di spettacoli incredibili osannati dal popolo di metallo, letteralmente rapito dai suoi Cavalieri. Purtroppo, però, ogni cosa bella è destinata a finire. E per i Metallica qualcosa finisce molto, molto male. Un destino bastardo toglie al mondo il sorriso e l'headbanging di Cliff Burton, che muore in un incidene del pullman della band, durante il tour in Scandinavia. Qualche mese dopo, viene ingaggiato Jason Newsted per sostituirlo. La band non si ferma, riprende in mano i primi progetti iniziati con Cliff e, dopo un normale periodo di crisi esistenziale, si rimette in studio. Dopo un album di cover, "Garage day re-revisited", nel 1988 i Metallica pubblicano 'And Justice For All', il loro lavoro più tecnico. Il disco è molto potente e presenta una prestazione altissima di Ulrich alla batteria, nonchè del solito ottimo Hetfield nel doppio ruolo di vocalist e chitarra ritmica. Tutto è studiato a tavolino, potenza e velocità sposano la tecnica e la precisione chirurgica in ogni singola nota. La title track parla della corruzione della giustizia del sistema, parte con un arpeggio prima del consueto scatenamento di potenza tipico dei Metallica. 'To live is to die', grandiosa strumentale, è dedicata al compianto Cliff Burton. 'One' diventa presto un altro capolavoro storico della band: è una struggente ballata che parla della disperazione di un uomo che dopo la guerra è costretto a vivere attaccato a complessi macchinari. 'One' fu anche il primo video della band. I brani erano lunghi e complessi, per questo la band negli anni '90 smise di suonarli per intero ai propri concerti. I pezzi più veloci e aggressivi, in linea col thrash degli esordi, sono 'Blackened' e 'Dyers Eve', ische parla delle imposizioni dei genitori che hanno turbato l'infanzia del piccolo Hetfield. L'album è potentissimo, e si distingue anche per la presenza di tracce come 'Harvester Of Sorrow', lenta e ossessionante, 'The Frayend End Of Sanity' e 'Eye Of The Beholder'. Il 1991 è l'anno in cui i Metallica sconfinano nel mondo del metal mainstream. L'album omonimo, ribattezzato 'Black album' per via della copertina completamente nera, è quello di maggior successo planetario della band, capace di vendere oltre 23 milioni di copie. Ciò è dovuto ad un parziale abbandono delle sonorità thrash più cruente a favore di un heavy metal più fresco ed elementare, aspetto che colpì in negativo i fan più datati. L'album si apre col riff celebre di 'Enter Sandman' e continua con 'Sad but true': essa si basa più sulla pesantezza che sulla velocità e parla dell'egoismo dell'animo umano, della sua visione chiusa della realtà. La ballad 'The Unforgiven' parte con melodie solenni e tristi, e parla del significato della vita e di certi limiti che chiudono le possibilità dell'esistenza. 'Wherever I may roam' si apre con una melodia orientale successivamente ripresa in chiave metal, e parla di uno spirito libero che vagabonda senza meta. I ritmi cadenzati diventano rapidi nel ritornello; 'Trough the never' parla invece di un viaggio cosmico che rispecchia un percorso introspettivo, partendo in velocità e rallentando via via. Se negli album precedenti i Metallica affrontavano temi di interesse generale, in questo James espone tematiche personali. Come nella celebre ballata 'Nothing else matters', prima canzone d'amore dei Metallica. Nelle altre canzoni vengono nuovamente affrontati temi come il tormento interiore o la discussione religiosa, mentre in 'Of wolf and man' si racconta della bestialità insita in fondo ad ogni essere umano. Grazie al Black Album, il successo consacrò definitivamente i Metallica nell'olimpo della musica rock. Tuttavia i Metallica stavano per cambiare. Un nuovo look (jeans, capelli corti) e soprattutto il nuovo sound con cui nel 1996 consegnano 'Load' ai fan esterrefatti segnano l'inizio di un decennio sottotono. I brani, ancora introspettivi, segnano un discostamento dalle vecchie care sonorità thrash, ripiegando piuttosto su un hard rock classico con giri di chitarra vicini al blues. Le canzoni principali sono 'Ain't my bitch', 'Until it sleeps', 'Mama said' ed 'Hero of the day'. Come non bastasse, un anno dopo la band pubblica 'Re-load' con gli scarti del lavoro precedente: 'Fuel' e 'The Unforgiven II' (più commerciale della prima) sono buone tracce, ma non certo all'altezza dei vecchi Metallica! A fine millennio, la band decide di lanciarsi in un paio di nuove avventure. Nel 1998 registra GARAGE INC., un disco di cover che ripesca alcune registrazioni del 1987 completate da nuovi pezzi che rendono omaggio a quelle formazioni storiche che hanno contribuito a forgiare il background dei Four Horsemen. Nel 1999 registrano un live con l'orchestra sinfonica di San Francisco, invitati direttamente dal direttore Michael Kamen: vengono rianrrangiati pezzi classici e nuove song in versione orchestrale, e il risultato è maestoso. L'avvento del 2000 porta però nuove grane, perchè Hetfield entra in clinica per combattere l'alcoolismo nel quale era piombato nella seconda metà dei Nineties. Inoltre Jason Newsted lascia la band per dissidi mai chiariti, e i Metallica sfiroano la fine. James esce vittorioso dalla clinica, e dopo qualche anno di pericoloso sbandamento i Metallica pubblicano nel 2003 St.Anger. Al basso arriva Robert Trujillo, che però non è presente al momento delle registrazioni effettuate col produttore Bob Rock al basso. Il cd, trainato dalle massicce 'Frantic', 'St.Anger' e 'The unammed feeling' vorrebbe dar l'idea di un lavoro grunge, registrato in garage. E' un lavoro apprezzabile, ma non l'atteso ritorno al sound originario. Almeno segna una riscoperta delle sonorità massicce, aggressive, non più semplicemente rock. Però il lato qualitativo non è dei migliori. Assoli di chitarra pressocchè inesistenti, batteria rude, testi scontati e troppo ripetitivi sono i difetti più evidenti del platter. I fan cercano disperatamente i loro vecchi eroi, che ritrovano puntualmente nei concerti: almeno lì i 'tallica ci deliziano sempre con i vecchi pezzi sacri!! Il nuovo 'Death Magnetic', dell'autunno 2008, ha segnato il tanto atteso ritorno al sound delle origini, thrash purissimo con perle del calibro di 'All Nightmare Long', 'My Apocalypse' e altre. Il 4 aprile 2009 la band è entrata nella Rock And Roll Hall Of Fame. Per l'occasione, Hetfield e compagni hanno suonato 'Enter Sandman' e 'Master Of Puppets' assieme all'ex bassista Jason Newsted, oltre che a Trujillo. Perchè le leggende non muoiono mai!

10 DOMANDE SUI METALLICA


1. CHI SONO I METALLICA? Li chiamano ‘The Four Horsemen’, i quattro cavalieri dell’Apocalisse, e non a caso: il thrash metal arriva dalla California agli inizi degli anni ’80, portato con orgoglio da un manipolo di giovani band trainate proprio dai Metallica, i più fieri capipopolo della rivoluzione. Il disprezzo per le conformità, le regole, le imposizioni e la musica ‘facile’ (come quella glam metal, che spopolava a Los Angeles) portarono James Hetfield e Lars Ulrich a sperimentare un sound più veloce e aggressivo, che colpì nelle parti basse i normali metal fans. Grazie ad una qualità compositiva fuori dalla norma e ispirati da un genio della musica come il bassista Cliff Burton, i Metallica evolvono il loro thrash metal salendo progressivamente di livello, e arrivando a mettere sul mercato 4 album irraggiungibili, potentissimi e asciutti. L’energia e l’innovazione che ha sempre contraddistinto i primi dischi del combo californiano gli ha permesso di ergersi presto a pilastro e portabandiera più rispettato della scena metal mondiale: nella seconda metà degli Eighties, i Metallica scalzano Judas Priest e Iron Maiden e diventano LA band metal per eccellenza. A inizi anni ’90 i Metallica hanno portato il metal nelle case di tutti, ottenendo un successo clamoroso, seguito però da un declino musicale e personale. Ciononostante i loro dischi più commerciali hanno rafforzato anche nella testa dei non-metal fans la naturale equazione heavy metal=Metallica. Basti pensare a quanti non esperti parlino dell’heavy metal chiamandolo ‘musica Metallica’. Il nuovo millennio ha portato la lenta risalita e il tanto sospirato ritorno alle origini per il combo americano: un ritrovato splendore e una gloria recuperata.

2. QUALI SONO LE TAPPE FONDAMENTALI DELLA LORO CARRIERA? Tutto nasce a Los Angeles, da un annuncio messo su un giornale da james Hetfield: risponde Lars Ulrich, batterista danese non certo provetto, che riesce a convincere Hetfield solo dopo un anno. La carta vincente, per Ulrich, è un posto che riesce ad accaparrarsi per la compilation ‘Metal Massacre’: fottutamente assetato di successo, Hetfield non può più dirgli di no e registra con lui la demo di ‘Hit The Lights’, che con la sua velocità e aggressività sconvolge i parametri metal rock del tempo. In formazione si aggiungono il bizzoso ma funambolico chitarrista dave Mustaine, poi cacciato per intemperanze (e futuro leader dei Megadeth, i rivali di sempre) e Ron McGouvney, bassista mediocre. La musica cambia con l’arrivo di Kirk Hammett in luogo di Mustaine e soprattutto con l’ingaggio del fenomenale bassista dei Trauma, Cliff Lee Burton, che propone di trasferirsi a San Francisco per allontanarsi da una scena troppo glam per i gusti hard della band. E’ l’inizio della leggenda e la scintilla seminale del thrash metal, che nasce proprio lì, nella Bay Area di Frisco. Dal grezzo ‘Kill’Em All’, il più seminale e fulgido esempio di thrash diretto e incazzato, si passa alla parabola evolutiva tecnica e compositiva di dischi come ‘Ride The Lightning’ e ‘Master of Puppets’, sempre velocissimi e incazzati ma più strutturati e dotati di una varietà sonora più ampia, complessa e potente. La band negli anni ’80 cresce in maniera esponenziale e sforna una serie di masterpieces potenti, esaltanti, tecnici e praticamente leggendari. Gli assoli cristallini di Kirk Hammett si delineano fulminei sui ritmi serrati scanditi con aggressività da Lars Ulrich alle pelli; James Hetfield canta con rabbia urlata e si dedica con precisione alla chitarra ritmica, mentre il geniale Cliff Burton al basso dona melodia, tecnica e arte compositiva alla formazione, facendole fare il salto di qualità. La tragedia è però dietro l’angolo e si porta via Burton in un incidente del tourbus (1986): una perdita immane per la band e per la storia del rock. I Metallica vanno avanti in onore di Cliff, e due anni dopo danno alle stampe il loro lavoro più tecnico e pesante, ‘And Justice For All’, con Jason Newsted al basso. E’ l’ultimo disco della prima parte della carriera dei quattro cavalieri: nel 1991 l’omonimo metallica, più semplice e commerciale, si stacca dal thrash e sfonda nelle classifiche col suo sound mainstream. La band ha un successo clamoroso e si adagia sugli allori: soldi a palate, tour senza soste, hetfield che crolla nell’alcoolismo, due album insipidi di hardrock commerciale (‘Load’ e ‘Reload’) oltre a un live gigalitico (3 cd e due cassette a un prezzo esorbitante), una raccolta di cover, un live con l’orchestra sinfonica di San Francisco, lo scioglimento sfiorato, la dipartita di Newsted e tanti litigi interni. La terapia per uscire dal ciclone nero dei Nineties è St.Anger, album rabbioso che segna un ritorno all’aggressività ma, a causa di un sound ripetitivo e troppo nu metal, non soddisfa i fans, che chiedevano un ritorno alle origini. Ci vogliono 5 anni e ‘Death Magnetic’ (2008) per sancire la rinascita dei Metallica, che finalmente tornano a guadagnarsi il rispetto e gli apprezzamenti che la loro storia merita.

3. DI COSA PARLANO I METALLICA? I temi trattati dai Metallica, in tantissimi anni di carriera, sono molteplici, sempre attuali ed estremamente interessanti. Ecco una selezione dei filoni lirici principali. * In questo articolo si trattano solo le canzoni dei primi 5 dischi, i classici per eccellenza della band. Metal madness: Hit The Lights, Phantom Lord, Whiplash, Metal Militia. La follia per l'heavy metal, la passione incandescente viene narrata con energia dai primi, giovanissimi Metallica, ancora integrati e mescolati ai loro stessi fan, i ragazzi con cui andavano ai concerti, da spettatori, fino a qualche tempo prima. Episodi biblici: The Four Horsemen, Creeping Death. La Bibbia viene citata con epica e potenza, assumendo peraltro un giudizio critico e negativo sulla cattiveria mai citata ma evidente del 'Dio cristiano'. Motori: Motorbreath, Fuel. Religione, ideali: Jump In The Fire, Escape, Leper Messiah, Dyers Eve, The God That Failed, Enter Sandman. . Il tema della religione come superstizione e imposizione è ampiamente trattato da James, ribelle dalla prima ora nei confronti dei genitori timorati. Il tempo gli ha dato ragione. I Metallica hanno sempre fatto dei loro ideali di libertà -fisica, politica, psicologica- una loro bandiera, come Escape. Dyers Eve narra invece le frustrazioni del figlio che non può più tollerare la dittatura familiare. Guerra: No Remorse, Fight Fire With Fire, For Whom The Bell Tolls, Disposable Heroes, Blackned, One, Don't Tread On Me. La guerra ha sempre affascinato i Metallica: sia quella vera e già rea di tragedie terribili (One su tutte) che quella 'temuta', il disastro nucleare sempre dietro l'angolo. La guerra è trattata anche come ferocia tra gli uomini (FFWF) o come onore per la patria (Don't Tread On Me). Società e violenza: Ride The Lightning, Battery, Master Of Puppets, Damage Inc., And Justice For All, Eye Of The Beholder, Harvester Of Sorrow, Shortest Straw, Frayed End Of Sanity, Sad But True, of Wolf And Man. La società è stata, da sempre, un tema scottante sotto la lente di Hetfield e compagni. Tutte le sue schifezze e i suoi lati più infimi sono stati rappresentati con tetra e cruda efficacia. Sentimenti: Fade To Black, One, To Live Is To Die, Nothing Else Matters, The Unforgiven. Amore, rassegnazione, solitudine: il mondo dei Metallica passa anche per le lande più gelide dell'esistenza terrena. Letteratura: For Whom The Bell Tolls, Trapped Under Ice, The Call Of Ktulu, The Thing That Should Not Be. Temi ispirati soprattutto dai racconti fantasy di Philippe Lovercraft.

4. QUALI SONO I CAPOLAVORI DELLA BAND? Cinque in assoluto, per la band e per la scena metal mondiale, sono imprescindibili. 1) ‘KILL’EM ALL’ (1983) è thrash metal allo stato puro: sporco, grezzo e soprattutto veloce, velocissimo, con i suoi ritmi serrati, i riff spezzati, gli stacchi e i cambi di tempo da capogiro. ‘The Four Horsemen’ e ‘Seek & Destroy’ diventano degli inni, ‘Whiplash’ e ‘Metal Militia’ sono le killer tracks più sparate, ma ogni pezzo merita un headbanging forsennato! 2) RIDE THE LIGHTNING (1984) presenta l’evoluzione della band: ai brani velocissimi in stile Kill’Em All (?Fight Fire With Fire’) alterna macigni cadenzati (‘For Whom The Bell Tolls’), riff esagerati (la title track), la prima meravigliosa ‘ballad’ (?Fade To Black’), una magistrale strumentale (‘The Call Of Ktulu’) e il capolavoro ‘Creeping Death’). Più maturo anche nei testi. 3) MASTER OF PUPPETS (1986): il capolavoro assoluto, la maturazione definitiva, l’album imprescindibile dell’heavy metal: una title track imponente per crudezza ed esaltante per le tre parti con atmosfera melodica e splendido assolo nel mezzo, thrash metal minimale e velocissimo in ‘Battery’, ‘Disposable Heroes’ e ‘Damage Inc’, un drammatico episodio lento (‘Welcome Home Sanitarium’), il capolavoro strumentale di Burton (‘Orion’) e il macigno ossessivo di ‘The Thing That Should Not Be’. 4) AND JUSTICE FOR ALL (1988): l’apice della tecnica e il capitolo più compatto, potente: pezzi lunghissimi, come la title track, ed elaborati. Il thrash isterico è infuocato in ‘Blackened’ e ‘Dyers Eve’, le emozioni invece si fanno da pelle d’oca nella monumentale lenta ‘One’ e nella strumentale ‘To Live Is To Die’, in ricordo i Cliff Burton. 5) METALLICA (1991): l’album del trionfo commerciale: forte di ritornelli facili, melodie più leggere e pezzi lineari tutt’altro che intricati, spopola e diventa un hit non sempre gradito dai fans di vecchia data. Le hit: l’energica ‘Enter Sandman’, la cadenzata ‘Sad But True’, le lente ‘Nothing Else Matters’ e ‘the Unforgiven’, la melodica ‘Wherever I May Roam’.

5. COSA RAPPRESENTANO I METALLICA NELLA SCENA MONDIALE? Oggi i Metallica sono decisamente tornati una band rispettata a degnamente tributata per la grande musica sfornata fino a inizi anni ’90: sono sotterrati gli anni bui dell’hardrock commerciale, del look da popstar e dei problemi interni. La band ora è tornata compatta e ormai da 5-6 anni in sede live si propone con energia e risultati ottimi, garantendo sempre un perfetto viaggio nei classici del passato. I loro capolavori vengono riscoperti e ascoltati quotidianamente, sono un punto di riferimento storico fondamentale e restano basilari nel background di ogni metallaro degno di tale nome. Inoltre i Metallica non si fermano alla loro leggenda, ma con ‘Death Magnetic’ hanno garantito di saperci ancora fare e poter ancora dire qualcosa di interessante alla gente.

6. COME HANNO AFFRONTATO IL DECLINO? Dopo ‘Load’ e ‘Reload’ la carriera dei Metallica ha sfiorato il ridicolo. I problemi interni si sono sommati alle proteste inferocite dei fans. Hetfield è sprofondato nell’alcoolismo e ne è uscito brillantemente a inizio 2000, mentre la band sceglieva di videoregistrare in un dvd le liti e i processi compositivi per la creazione di St.Anger. L’addio di Newsted aveva portato nuovi attriti e polemiche. La band si è pero autoterapizzata sfogando i propri malumori in St. Anger. Ha ritrovato la voglia di suonare on stage, l’antico feeling tra Ulrich ed Hetfield e l’affetto familiare. Finiti i tempi dei tourbus, infatti, i musicisti dopo ogni concerto volano in diverse metropoli del continente in cui si trovano per staccare la spina per qualche ora e dedicarsi a mogli e figli.

7. QUALE E’ STATA LA FORMAZIONE MIGLIORE? Domanda banale: il genio assurdo di Cliff Burton resta inarrivabile per chiunque. Considerato che Hetfield, Ulrich e Hammett sono rimasti membri fissi dal debut studio ad oggi, il ruolo di bassista diventa l’unità di misura per giudicare il livello delle varie formazioni. Chiarito che i Metallica degli anni ’80, con Burton all’ascia, erano inarrivabili per chiunque, resta da stabilire chi sia meglio tra jason Newsted e il suo successore Robert Trujillo. La sfida, a mio giudizio, è vinta dal primo: troppo metallaro ed estremo il suo animo per cedere punti alla spettacolarità scenica di Trujillo. Pochi lo sanno, ma Jason –tartassato di scherzi pessimi a suo ingresso nella band, come sfogo della perdita di Burton- si oppose alla caduta nel commerciale intrapresa dal combo americano negli anni ’90. Purtroppo non ha mai avuto grossa voce in capitolo, ed ha pagato con l’addio la sua voglia di rimanere ancorati allo stile che tanto aveva amato da grandissimo fan dei Metallica qual’era stato fin dai tempi dei Flotsam & Jetsam.

8. QUAL’E’ IL SEGRETO DELLA BAND? Sono tanti i segreti dei Metallica, primo tra tutti il mix perfetto tra l’aggressività rapida dei thrashers from Bay Area e la melodia dell’heavy metal maideniano. Ritmiche serrate, musica incredibile sulla quale si distendono incastrandosi magnificamente rabbia, furia, ritornelli esaltanti e ogni quant’altra componente di splendore di cui una grande canzone ha bisogno. Inoltre la citata varietà dei temi trattati, capaci di avvicinare la band alle vicende che ogni giorno scottano sulla pelle della gente comune. Anche l’abbracciare un sound più ‘semplice’ ha garantito un ricambio generazionale e una maggior longevità artistica ai Metallica.

9. DISCOGRAFIA IN STUDIO. 1983 KILL'EM ALL/ 1984 RIDE THE LIGHTNING/ 1986 MASTER OF PUPPETS/ 1988 ...AND JUSTICE FOR ALL/ 1991 METALLICA/ 1996 LOAD/ 1997 RELOAD/ 2003 ST. ANGER/ 2008 DEATH MAGNETIC

10. DISCOGRAFIA LIVE. 1994 Live Shit: Binge & Purge, 1999 S&M.

1 commento:

Aaron Mangili ha detto...

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