LARS SU DEATH MAGNETIC


In un intervista concessa a Blender.com, Lars Ulrich ha risposto alle lamentele del suono di "Death Magnetic" dichiarando: "Non c'è nessun problema con la qualità audio dell'album. Siamo nel 2008 ed è così che facciamo musica. Il compito di Rick Rubin è stato quello di dare l'aspetto live al nostro sound, farlo suonare potente, renderlo eccitante, come se saltasse fuori dagli altoparlanti. Di certo, ho sentito che c'è gente che si lamenta, ma io ho ascoltato l'album negli ultimi giorni nella mia macchina e devo dire che suona tremendamente bene. Qualcuno mi ha detto anche della storia di Guitar Hero. Molta gente dice che il CD suona magnificamente. Voi ricordere che, quando abbiamo pubblicato '...And Justice for All', la gente si domandava cosa avessimo fatto, diceva che non c'era il basso su quell'album, che suonava come se fosse stato registrato in un garage su un 8 tracce. E ora '...And Justice for All' è una sorta di album seminale dei METALLICA che ha influenzato un'intera generazione di band death metal. La differenza fra allora e ora è internet. Internet dà voce a tutti, e ha inoltre la tendenza di dare ai lamentoni la voce più grossa. Io non ho altro tempo da perdere con queste discussioni, far parte dei METALLICA significa avere sempre qualcuno che ha qualche problema con quello che stai facendo tipo 'James Hetfield ha fatto colazione con qualcosa che non mi piace'. Questo fa parte del gioco. Dico che la risposta al nuovo album è stata inaspettata per noi, superiore alle aspettative per quanto positiva è stata. Quindi non starò qui a parlare di clip o del suono, non so su che stereo la gente ascolti il nostro album. E' il nostro disco, noi ci prendiamo gli elogi ma noi volevamo essere in sintonia con Rick su come i METALLICA avvrebbero dovuto suonare".
BATTERY

BATTERIA INCESSANTE. Un arpeggio truce innesca la sanguinaria sassaiola che mitraglia fiamme roventi in quella che è per tutti i fan dei Metallica un altro super classico della band: Battery. Il significato del titolo è misterioso e ambiguo: quello più accreditato è il riferimento alla batteria di cannoni puntati contro il nemico in una guerra che potrebbe benissimo essere metafora della vita reale. Lo scenario di guerra, ben impletato dai riff tellurici e dalla batteria ovviamente insistente, descrive il controllo mentale che la violenza attua via via su chi ne fa uso: bombardiamo un ipotetico nemico diventando dipendenti della potenza di fuoco che gli scagliamo addosso, non potendone più fare a meno. La violenza può diventare una droga, e 'Battery' si ricollega per certi versi a 'Fight Fire With Fire': potrebbe benissimo esserne il seguito, anche considerato che spesso le song dei Metallica sono intrecciate tra di loro. Inquadrato il tema centrale, resta una curiosità sul titolo: esso potrebbe essere un omaggio ad un locale frequentato dai Metallica da giovanissimi, a San Francisco. Era l'Old Walford Club, che si trovava in Battery Street.

BATTERY- Lashing out the action, returning the reaction Weak are ripped and torn away Hypnotizing power, crushing all that cower Battery is here to stay Smashing through the boundaries, lunacy has found me Cannot stop the battery Pounding out aggression turns into obsession Cannot kill the battery Cannot kill the family, battery is found in me Battery Crushing all deceivers, mashing non believers Never ending potency Hungry violence eeker feeding off the weaker Breeding on insanity Smashing through the boundaries, lunacy has found me Cannot stop the battery Pounding out aggression turns into obsession Cannot kill the battery Cannot kill the family, battery is found in me Battery Battery Circle of destruction, hammer comes crushing Powerhouse of energy Whipping up a fury, dominating flurry We create the battery Smashing through the boundaries, lunacy has found me Cannot stop the battery Pounding out aggression turns into obsession Cannot kill the battery Cannot kill the family, battery is found in me Battery.

BATTERIA- Attaccare, rispondere alla reazione I deboli vengono squarciati e dilaniati Potere che ipnotizza, annientando tutti quelli che si acquattano La batteria rimarrà qui' Sfondare i confini La pazzia mi ha trovato Non riesco a fermare la Batteria Martellare l'aggressione Diventa un'ossessione Non riesco a uccidere la Batteria Non riesco a uccidere la famiglia La Batteria si trova in me La Batteria Annienta tutti gli imbroglioni, schiaccia i non credenti Potenza infinita Cercatori di violenza affamati, che si alimentano dai più deboli Avere origine dalla pazzia Sfondare i confini La pazzia mi ha trovato Non riesco a fermare la Batteria Martellare l'aggressione Diventa un'ossessione Non riesco a uccidere la Batteria Non riesco a uccidere la famiglia La Batteria si trova in me La Batteria Cerchio di distruzione, il martello si abbatte annientando Centrale elettrica di energia Creare il furore, dominare il fermento Creiamo la Batteria Sfondare i confini La pazzia mi ha trovato Non riesco a fermare la Batteria Martellare l'aggressione Diventa un'ossessione Non riesco a uccidere la Batteria Non riesco a uccidere la famiglia La Batteria si trova In me La Batteria.

UNA BAND TOTALE

TEMATICHE A 360 GRADI. I temi trattati dai Metallica, in tantissimi anni di carriera, sono molteplici, sempre attuali ed estremamente interessanti. Ecco una selezione dei filoni lirici principali. * In questo articolo si trattano quasi esclusivamente le canzoni dei primi 5 dischi, i classici per eccellenza della band. Metal madness: Hit The Lights, Phantom Lord, Whiplash, Metal Militia. La follia per l'heavy metal, la passione incandescente viene narrata con energia dai primi, giovanissimi Metallica, ancora integrati e mescolati ai loro stessi fan, i ragazzi con cui andavano ai concerti, da spettatori, fino a qualche tempo prima. Episodi biblici: The Four Horsemen, Creeping Death. La Bibbia viene citata con epica e potenza, assumendo peraltro un giudizio critico e negativo sulla cattiveria mai citata ma evidente del 'Dio cristiano'. Motori: Motorbreath, Fuel. Religione, ideali: Jump In The Fire, Escape, Leper Messiah, Dyers Eve, The God That Failed, Enter Sandman. Il tema della religione come superstizione e imposizione è ampiamente trattato da James, ribelle dalla prima ora nei confronti dei genitori timorati. Il tempo gli ha dato ragione. I Metallica hanno sempre fatto dei loro ideali di libertà -fisica, politica, psicologica- una loro bandiera, come Escape. Dyers Eve narra invece le frustrazioni del figlio che non può più tollerare la dittatura familiare. Guerra: No Remorse, Fight Fire With Fire, For Whom The Bell Tolls, Disposable Heroes, Blackned, One, Don't Tread On Me. La guerra ha sempre affascinato i Metallica: sia quella vera e già rea di tragedie terribili (One su tutte) che quella 'temuta', il disastro nucleare sempre dietro l'angolo. La guerra è trattata anche come ferocia tra gli uomini (FFWF) o come onore per la patria (Don't Tread On Me). Società e violenza: Ride The Lightning, Battery, Master Of Puppets, Damage Inc., And Justice For All, Eye Of The Beholder, Harvester Of Sorrow, Shortest Straw, Frayed End Of Sanity, Sad But True, of Wolf And Man. La società è stata, da sempre, un tema scottante sotto la lente di Hetfield e compagni. Tutte le sue schifezze e i suoi lati più infimi sono stati rappresentati con tetra e cruda efficacia. Sentimenti: Fade To Black, One, To Live Is To Die, Nothing Else Matters, The Unforgiven. Amore, rassegnazione, solitudine: il mondo dei Metallica passa anche per le lande più gelide dell'esistenza terrena. Letteratura: For Whom The Bell Tolls, Trapped Under Ice, The Call Of Ktulu, The Thing That Should Not Be. Temi ispirati soprattutto dai racconti fantasy di Philip Lovecraft.
FOR WHOM THE BELL TOLLS

Il ritmo lento, cadenzato e maciullante di 'For Whom The Bell Tolls' riporta la guerra nelle liriche dei Metallica, un argomento che tornerà spesso da quel 1984 in poi. La canzone è ispirata al celebre romanzo di Ernest Hemingway, 'per chi suona la campana' appunto. I riferimenti sono principalmente alla prima guerra mondiale, come capiterà ad esempio anche in 'One'. Lugubri rintocchi di campana scandiscono la morte in trincea, rivelando crudelmente la realtà a chi ancora crede alla favola della 'bella morte' sul campo di battaglia, per l'onore e la patria. In guerra uccidere diventa una routine, un circolo vizioso che annichilisce il senso di ogni cosa: 'combattiamo perchè abbiamo ragione. Ma chi l'ha detto?' si chiedono i Metallica in questo capolavoro che diventa uno dei loro classici da brividi. Il nemico è un fantasma che spesso non si riesce nemmeno a guardare in faccia, distrutto dalle granate e dal fuoco che proviene dalle trincee. E i soldati sono semplici burattini da spedire all'inferno, con licenza d'uccidere ma senza dar troppo peso alla loro singolarità, come fossero ingranaggi tutti uguali (quindi sostituibili) di una triste catena di montaggio.

FOR WHOM THE BELL TOLLS. Make his fight on the hill in the early day Constant chill deep inside Shouting gun, on they run through the endless gray On they fight, for they are right, yes, but who's to say? For a hill, men would kill. Why? They do not know Suffered wounds test their pride Men of five, still alive through the raging glow Gone insane from the pain that they surely know For whom the bell tolls Time marches on For whom the bell tolls Take a look to the sky just before you die It's the last time he will Blackened roar, massive roar, fills the crumbling sky Shattered goal fills his soul with a ruthless cry Stranger now are his eyes to this mystery He hears the silence so loud Crack of dawn, all is gone except the will to be Now they see what will be, blinded eyes to see For whom the bell tolls Time marches on For whom the bell tolls.

PER CHI SUONA LA CAMPANA. Lottava sulla collina all'inizio Un freddo perenne dentro Un urlo di fucile, corrono per il grigio infinito Avanti con la lotta, perché hanno ragione, sì, ma chi lo può dire? Per una collina gli uomini ucciderebbero, perché? Non lo sanno Ferite sofferte mettono alla prova il loro orgoglio Gruppi con cinque uomini, ancora vivi nel bagliore che impazza Impazziti dal dolore che conoscono sicuramente Per chi suona la campana Il tempo va avanti Per chi suona la campana Guarda il cielo prima di morire E' l'ultima volta che lo farai Un boato annerito un boato enorme riempie il cielo che si sgretola Uno scopo distrutto riempie la sua anima con un grido spietato Sono estranei adesso, i suoi occhi, a questo mistero Sente il silenzio così forte All'alba, tutto è perduto tranne la volontà di esistere Adesso la volontà vede quello che sarà, occhi accecati per vedere Per chi suona la campana Il tempo va avanti Per chi suona la campana.

SIAMO ANCHE LETTERATI

METALLICA E LETTERATURA.
Nella loro vasta discografia, i Metallica si sono più volte cimentati con la letteratura. 'For Whom The Bell Tolls' è l'esempio più importante: in essa i quattro cavalieri dipingono gli orrori della guerra 'utilizzando' il romanzo di Hernest Hemingway. Nello stesso album, 'Ride The Lightning', è presente la strumentale 'The Call Of Ktulu', tratta dall'omonimo titolo di Howard Philip Lovercraft. I racconti horror-fantasy dello scrittore americano ha ispirato a lungo la band, soprattutto Cliff Burton. In 'Trapped Under Ice' i Met parlano dei mostri e delle divinità del phanteon mitologico lovercraftiano, che sono in attesa di tornare alla vita per prendere il dominio della terra. In 'The Thing That Should Not Be' attingono nuovamente dal repertorio di Lovercraft, riportando i versi di ben tre racconti contemporaneamente ['il richiamo di Ktulu', 'la maschera di Innsmouth' e soprattutto 'le montagne della follia']. In essi si parla di Ktulu, sommo sacerdote dei Grandi Antichi, le divinità primogenie che hanno governato il nostro pianteta per milioni di anni ma sono state spazzate via da un cataclisma. Sono questi i pilastri dell'unione tra Metallica e letteratura. Tanto per ribadire l'essenza di una band decisamente 'colta'.
RIDE THE LIGHTNING

SULLA PENA DI MORTE. La pena capitale, la sedia elettrica, le macabre angosce di un condannato a morte: l'esplosivo e straziante riff di 'Ride The Lightning' getta lo sguardo sulla fine che giunge come pena capitale. E' il 1984, e i Metallica pubblicano l'album omonimo in cui la title track descrive proprio l'agonia di un condannato alla sedia elettrica: 'Legato alla sedia elettrica Non è possibile che stia succedendo a me Dio chi ti ha fatto dire 'Ti toglierò la vita!' Un flash da vanti agli occhi E' ora di morire'. Destino irrevocabile, con la convinzione di essere innocente: 'Stanno cercando di portarsi tutto via Non voglio morire Il tempo scorre lento I minuti sembrano ore Vedo l'ultima chiamata di scena Quanto è vero tutto ciò?'. I Metallica nella canzone non esprimono la loro opinione a riguardo, ma in un'intervista James Hetfield ha dichiarato di essere favorevole alla pena capitale, anche perchè sicuro che essa non possa venire utilizzata contro degli innocenti. Tuttavia, proprio la canzone [che forse parla di un incubo] è una denuncia della teatralità con cui il sistema giudiziario utilizza la vendetta pubblica come messaggio per rassicurare la società, lavando davanti a tutti le colpe dei criminali senza dar peso alle colpe e agli scandali attribuibili alle cosiddette 'brave persone'. Nel complesso si può dunque affermare che la pena di morte può servire in certi casi estremi, senza però utilizzarla spacciandola come soluzione di tutti i problemi: non è la morte di un individuo che basta a pulire il sangue della società americana.

RIDE THE LIGHTNING. Guilty as charged But damn it, it ain't right There's someone else controlling me Death in the air Strapped in the electric chair This can't be happening to me Who made you God to say, 'I'll take your life from you'? Flash before my eyes Now it's time to die Burning in my brain I can feel the flame Wait for the sign To flick the switch of death It's the beginning of the end Sweat, chilling cold As I watch death unfold Consciousness my only friend My fingers grip with fear What am I doing here? Someone help me Oh please, God help me They are trying to take it all away I don't want to die Time moving slow The minutes seem like hours The final curtain call I see How true is this Just get it over with If this is true, just let it be Wakened by horrid scream Freed from this frightening dream.

CAVALCA I FULMINI. Accusato colpevole Ma dannazione, non è giusto C'è qualcun altro che mi controlla La morte nell'aria Legato alla sedia elettrica Non è possibile che stia succedendo a me Dio chi ti ha fatto dire 'Ti toglierò la vita!' Un flash da vanti agli occhi E' ora di morire Bruciando nel cervello Posso sentire le fiamme Aspetta il segnale Per girare l'interruttore della morte E' l'inizio della fine Sudore, freddo gelido Mentre osservo spiegarsi la morte La coscienza la mia sola amica Le mie dita si stringono per la paura Che cosa ci faccio qui? Qualcuno mi aiuti Oh per piacere Dio aiutami Stanno cercando di portarsi tutto via Non voglio morire Il tempo scorre lento I minuti sembrano ore Vedo l'ultima chiamata di scena Quanto è vero tutto ciò? Finiamola Se questo è vero, lascia che sia Svegliato dall'orrido urlo Liberato dal sogno spaventoso.

AL DI SOPRA DI OGNI COSA

I METALLICA E LA SOCIETA' 'SPORCA'. I Metallica non hanno mai, di fatto, espresso una posizione politica. Nelle loro canzoni hanno sempre parlato di temi scottanti, esponendo però i fatti come stanno e lasciando all'ascoltatore la possibilità di prendere un'opinione, senza influenzarlo. In RTL viene presentata la brutalità della pena di morte e della sedia elettrica: in altre canzoni si mettono davanti agli occhi di tutti gli orrori delle guerre [One, Disposable Heroes su tutte], in altre ancora vengono additate la corruzione del sistema giudiziario [And Justice For All], in una complessiva panoramica sulla società, soprattutto americana, che ha parechi lati oscuri su cui ragionare. I Metallica sono dunque una band 'intelligente', che fa ragionare i propri fans; allo stesso tempo non sono una band 'impegnata', non si fanno nè portatori di un ideale da seguire nè tantomeno simboli di un settore politico. Giusto così, perchè ognuno può avere una propria idea e allo stesso tempo amare i Metallica. I Four Horsemen sono al di sopra di tutte le parti, non sono nè rossi nè neri, ma interpretano la vita e la realtà con oggettività e realismo, cioè con quanto di più concreto ci sia. Un ragazzo che muore mutilato in guerra deve far riflettere tutti, a destra e a sinistra.
MOTORBREATH

ALTA VELOCITA'. Kill'Em All è un disco seminale nella storia del thrash metal per essere stato il primo grande esempio di intensità, velocità, foga ed energia sprigionata. 'Motorbreath' è uno dei pezzi che lo hanno resto leggendario, una canzone amatissima dai fans, che vanno in estasi quando James e compagni la mitragliano dal vivo. In linea con le altre song del disco, ha un testo semplice e di spessore inferiore rispetto alle ragionate liriche che arricchiscono gli album successivi. In particolare, 'Motorbreath' parla della passione per i motori tipica del classico rocker vecchio stile. Come Lemmy Kilminster, in poche parole, e non a caso il pezzo è dedicato ai suoi Motorhead, idoli dei giovanissimi Metallica. Nel riff forte e potente è bello leggere la similitudine tra la velocità delle moto sull'asfalto rovente e quella elettrica sprigionata dal sound dei thrashers americani. Qualcuno legge un doppio senso, che si scrive benzina ma potrebbe leggersi ebbrezza in senso sfrenato e forse fin troppo trasgressiva: 'Quelle persone che ti dicono di non rischiare- Si perdono il senso della vita- Si vive solo una volta perciò afferra l'occasione', canta James. 'E' come vivo la mia vita- Non riesco a viverla in nessun altro modo', mentre invece in troppi si buttano via senza godersi la vita. I Metallica non sono tra questi, e noi con loro!

MOTORBREATH. Living and dying, laughing and crying Once you have seen it you'll never be the same Life in the fast lane is just how it seems It's hot and it's heavy and dirty and mean Motorbreath It's how I live my life I can't take it any other way Motorbreath The sign of living fast It is going to take your breath away Don't stop for nothing, it's full speed or nothing I'm taking down, you know, whatever's in my way Getting your kicks as you're shooting the line Sending the shivers up and down my spine Motorbreath It's how I live my life I can't take it any other way Motorbreath The sign of living fast It is going to take your breath away Those people who tell you not to take chances They are all missing on what life's about You only live once, so take hold of the chance Don't end up like others, same song and dance Motorbreath It's how I live my life I can't take it any other way Motorbreath The sign of living fast It is going to take your breath away.

RESPIRO DEL MOTORE. Vivere e morire ridere e piangere Una volta che l'hai visto non sarai più lo stesso La vita nella corsia di sorpasso è proprio come sembra Difficile, ed è pesante sporca e cattiva Respiro di motore E' come vivo la mia vita Non riesco a viverla in nessun altro modo Respiro di motore Il segno del vivere veloce Ti toglierà Il respiro Non fermarti davanti a niente, è andare a tutta velocità o niente Butto giù qualsiasi cosa mi sia davanti Divertendoti mentre la spari grossa Facendoti venire i brividi nella schiena Respiro di motore E' come vivo la mia vita Non riesco a viverla in nessun altro modo Respiro di motore Il segno del vivere veloce Ti toglierà Il respiro Quelle persone che ti dicono di non rischiare Si perdono il senso della vita Si vive solo una volta perciò afferra l'occasione Non finire come gli altri con la stessa canzone e lo stesso ballo Respiro di motore E' come vivo la mia vita Non riesco a viverla in nessun altro modo Respiro di motore Il segno del vivere veloce Ti toglierà Il respiro.

DEDICATA AI MOTORHEAD

UN GRUPPO ISPIRATORE DEI METALLICA. La trentennale attività dei Motorhead muove i suoi primi passi nel lontano 1975. In quell'anno Lemmy Kilmister, bassista degli Howkwind, viene arrestato per possesso di stupefacenti e per questo motivo viene cacciato dalla suddetta band. A quel punto il giovane Lemmy decide di formarne una propria con l'aiuto del chitarrista 'Fast Eddie' Clark e del batterista-monumento Phil 'Animal' Taylor. All'inizio il nome scelto per il proprio gruppo è Bastard, ma successivamente il manager riesce a convincere i tre ad adottare un nome più consono ed invitante ed è così che viene scelto il monicker Motorhead. Nel 1976 le prime registrazioni vengono respinte dalla casa discografica, verranno poi pubblicate in un secondo tempo, a tre anni di distanza, nell'album intitolato One Parole. Nel 1977 finalmente viene dato alla luce Motorhead, l'album d'esordio, grezzissimo hard rock dal tiro potente e grintoso che risente fortemente di parti veloci e semplici tratte dal punk da cui Lemmy e soci hanno tratto molta ispirazione. L'anno successivo viene pubblicato Overkill, disco che coi successivi Bomber ed Ace of Spades va a formare la leggendaria trilogia motorhediana da avere senza scuse! In questi tre capolavori la band è in perfetto stato di grazia: potenza, cattiveria, ritmiche veloci e devastanti alternate a pezzi coinvolgenti e mai banali; Heavy Rock energetico allo stato brado contornato dal basso aggressivo e dal timbro roco inconfondibile di Lemmy. Aces of Spades è l'album che riscuote più successo grazie alla title track, conosciuta in ogni angolo del pianeta. La grande forma mostrata in questo periodo viene immortalata nel live album No Sleep 'Til Hammersmith, impareggiabile quanto ad intensità, volume e potenza. I due album successivi, Iron Fist ed Another Perfect Day si muovono sulle coordinate dei precedenti ma con meno freschezza e veemenza, forse perchè condizionati da vari avvicendamenti in formazione. Nel 1986 con in formazione due chitarristi viene confezionato un altro acuto della carriera dei Motorhead: è il turno di Orgasmatron. In seguito la band pubblica dischi sempre più che discreti, alcuni dei quali un po' ripetitivi ma comunque sempre coerenti con la loro storia discografica: Rock 'n Roll, 1916, March Or Die, Bastards, Sacrifice. Dopo quest'ultimo album Wurzel lascia e la band torna ad essere il classico trio. La line up si stabilizza ed i nostri non accennano a fermarsi tirando fuori Overnight Sensation e Snake Bit Love e con un altro bellissimo live quale è Everything Louder Than Everyone Else del 1999. Per il venticinquesimo anniversario dalla fondazione della band nel 2000 esce We Are Motorhead, poi Inferno nel 2004 e l'ultimissimo Motorizer. Sì Lemmy, sempre lui, il biker per eccellenza, il metallaro per antonomasia, l'uomo che suonando, bevendo, dando calci in culo al mondo e seguendo la propria indole è entrato di diritto tra le leggende del Rock.
WHIPLASH

TUTTI PAZZI PER L'HEAVY METAL! Velocissima killer-track del seminale 'Kill'Em All', 'Whiplash' è un primordiale cavallo di battaglia che rappresenta un tributo ai metal fan, popolo nel quale i Metallica stessi si riconoscono. La canzone è la descrizione di un concerto, ovvero l'occasione per celebrare con tutta l'energia e la passione il rito sacro dell'heavy metal. 'Ne avete così tanto bisogno', canta James. Vero: l'attrazione fatale, viscerale, verso l'esplosione metallica che scintilla nei riff tritaosse e nella batteria pestante è l'esternalizzazione della follia verso la nostra musica. 'L'adrenalina comincia a scorrere, Vi dimenate, Vi comportate come dei pazzi: Frustata'. Follia, pazzia: l'unica forma di salvezza in un mondo in cui i 'sani di mente', i 'giusti', credono di essere nella retta via e invece rappresentano la parte peggiore della nostra società. L'incredibile precisione che James Hetfield sfodera alla chitarra ritmica nel corso delle primissime registrazioni per i demo e per 'Kill'Em All' fece davvero colpo sugli ascoltatori abituati all'heavy metal classico. Con questo inno di battaglia i Metallica conquistavano nuovi seguaci e continuarono la loro ascesa.

WHIPLASH. Late at night, all systems go, you've come to see the show We do our best, you're the rest, you make it real, you know There is a feeling deep inside that drives you fucking mad A feeling of a hammerhead, you need it oh so bad Adrenaline starts to flow You're thrashing all around acting like a maniac Whiplash Bang your head against the stage like you never did before Make it ring, make it bleed, make it really sore In a frenzied madness with your leather and your spikes Heads are bobbing all around, it's hot as hell tonight Adrenaline starts to flow You're thrashing all around Acting like a maniac Whiplash Here onstage the Marshall noise is piercing through your ears It kicks your ass, kicks your face, exploding feeling nears Now's the time to let it rip, to let it fucking loose We're gathered here to be with you 'cause this is what we choose Adrenaline starts to flow You're thrashing all around- Acting like a maniac- Whiplash The show is through, the metal's gone, it's time to hit the road Another town, another gig, again we will explode Hotel rooms and motorways, life out here is raw But we'll never stop, we'll never quit, 'cause we're Metallica Adrenaline starts to flow- You're thrashing all around Acting like a maniac.

FRUSTATA. Tardi la sera partono tutti i sistemi Dovete venire a vedere lo show Facciamo del nostro meglio Voi siete il resto Lo fate diventare vero sapete C'è una sensazione dentro Che vi fa impazzire La sensazione di una mazza Ne avete così tanto bisogno L'adrenalina comincia a scorrere Vi dimenate Vi comportate come dei pazzi Frustata Picchiate la testa contro il palcoscenico Come non avete mai fatto prima La fate risuonare La fate sanguinare La indolenzite In una pazzia scatenata Con il vostro cuoio e i vostri chiodi Le teste si agitano tuttintorno Fa caldo come all'inferno stanotte L'adrenalina comincia a scorrere Vi dimenate Vi comportate come dei pazzi Frustata Qui sul palcoscenico il rumore di Marshall Vi penetra attraverso le orecchie Vi domina vi colpisce la faccia Una sensazione di esplosione si avvicina Adesso è il momento di andare a tutto gas Di lasciare andare Siamo qui riuniti per mutilare ed uccidere perché è quello che scegliamo L'adrenalina comincia a scorrere Vi dimenate Vi comportate come dei pazzi Frustata Lo show è finito il metal è sparito E' ora di mettersi in viaggio Un'altra città Un altro concerto Esploderemo di nuovo Stanze d'hotel ed autostrade La vita qui è cruda Ma non ci fermeremo mai Non smetteremo mai Perché siamo i Metallica L'adrenalina comincia a scorrere Vi dimenate Vi comportate come dei pazzi Frustata.

NON CI FERMEREMO MAI

L'ORGOGLIO DELL'HEAVY METAL. L'orgoglio metal è un senso di appartenenza straordinario, difficilmente riscontrabile in ogni altro genere musicale. La massa vive di commerciale, di canzonette stupidissime, boiate che durano una sola estate e fottutissimi 'artisti' che vengono inondati da popolarità e fiumi di soldi senza meritarlo. Diventano idoli e spopolano ovunque, incarnando i sogni di folle di fans deliranti. Tutti coloro che si bevono tutti questi effetti hollywoodiani, contenti loro, però, non saranno mai identificabili nella loro stessa musica. Forse neanche ci tengono, forse per loro la musica non è importante come per noi: per noi la musica è fondamentale, è parte importante della nostra esistenza: è come una scarica di energia che ci ricarica, è un alimentatore d'energia. Il metal è la musica, certamente, che ha i fan più appassionati e fedeli. come dicevo prima, le canzonaccie di cacca che spopolano su Mtv durano una sola estate e poi passano nel dimenticatoio. Addirittura gli stessi 'artisti' spesso spariscono nell'oblio dopo essersi messi a posto il conto corrente con uno o due tormentoni estivi. Noi invece siamo sempre lì a impazzire con 'Master Of Puppets', 'The Number Of The Beast' e compagnia cantante!! Non solo: anche se per forza di cose età ed evoluzione musicale riducono col tempo la maestosità di ogni band, i metallari saranno sempre lì, a impienare gli stadi, a seguire la loro band. I Metallica, per fare un esempio, hanno sempre suonato davanti a pubblici importanti. Non per un'estate, ma per una vita! Il senso di appartenenza è dunque fortissimo, spesso si riflette nel look di chi ama il metal: per essere sempre vicino alle proprie passioni, e per manifestare tutto l'orgoglio metal, per sbatterlo in faccia a tutti quelli che non capiscono (tantissimi). La musica, in generale, è una cosa bellissima. Chi ama un genere alla follia è fortunato. Mentre molti giudicano vittimistico o infantile il voler ribadire ad ogni istante una passione così grande! In passato il metal è più volte stato censurato come 'rumorosa spazzatura' dalla stampa nazionale: bigotta, perbenista, con i paraocchi (per non vedere le folle che riempiono gli stadi ai concerti metal) e la mente chiusa, imballata, incapace di aprirsi. Se devi fare un articolo su un concerto metal, o rock, tu quotidiano nazionale devi mandarci un giornalista competente in materia, e non uno fissato con Mina e Celentano, Robbie Williams, Madonna o chissà quale altro fottutissimo attore che finge di canticchiare qualche cavolo di motivetto ridicolo e poco trascinante!!!! Non solo: il metal è ancora più spesso stato accusato di satanismo, di indurre i giovani a farsi del male. Errato. Cancellate per favore lo stereotipo del metallaro ubriacone, e guardatevi tutti i casi di suicidi di cui sono state accusate band metal: magari le vittime ascoltavano proprio il metal, e magari sono pure state spinte a far danni da quella musica... ma sicuramente erano soggetti fragili già provati da situazioni drammatiche, familiari, economiche o di qualsiasi natura. In parole povere: purtroppo le loro situazioni erano tristi e complicate indifferentemente dalla musica che ascoltavano. Satanismo, malvagità: a parte qualche caso sono stronzate colossali. Il grande Ozzy Osbourne scherza: 'non vivo mica in un castello in Transilvanya, ne ho mai mangiato pipistrelli!'. E poi si inorgoglisce: 'finchè ci saranno persone che alzeranno il culo per andare a vedere un concerto, il metal sarà vivo. Io non ho mai suonato in posti con poco pubblico'!Insomma: più ci disprezzano e più siamo contenti. Perchè è il segno che l'avversione per la nostra musica è frutto sì del suo sound violento (e poco propenso obbiettivamente ad essere ascoltato da tutti), ma soprattutto è causata da un nugolo di pregiudizi che basano le loro fondamenta su principi labili. Dobbiamo essere contenti: o vogliamo che il metal spopoli impregnandosi di sfumature commerciali per piacere a tutti? Per carità, non sia mai!
DYERS EVE

RANCORE VERSO L'IMPOSIZIONE. Nella denuncia alle oppressioni urlate su 'And Justice For All' spicca la cattivissima 'Dyers Eve', una delle song più veloci e thrash mai scritte dai Metallica. E' un brano molto introspettivo per James Hetfield, che vomita furente i dolori vissuti nel proprio passato a causa della propria famiglia. L'ingiustizia vista dall'interno: la famiglia Hetfield, religiosissima, ha cresciuto il piccolo James con la 'Christian Science', ovvero educazione severissima, rigida, con punizioni corporali per le più stupide trasgressioni. Senza alcuna pietà, James copre di rancori la propria famiglia, per quello che gli ha sempre impedito di fare e di dire quando era troppo presto per ribellarsi. E' la punta di un'iceberg, 'Dyers Eve', l'accusa massima in un insieme di canzoni scritte apposta per gettare disprezzo su quell'oppressione di cui spesso la famiglia si fa fautrice. Una prigione, brutale e ossessiva. 'Cos’è questo inferno che avete addossato su di me Avete amministrato la mia vita Siete stati dei dittatori Avete sempre censurato quello che volevo fare Mi toglievate tutto ciò che mi potesse ispirare Maledetti, non mi avete dato la mia possibilità Cara Mamma Caro Papà Mi avete mozzato le ali prima che imparassi a volare'. I passi della canzone sono sanguinanti, come i riff sparati a velocità allucinante su un tappeto mitragliante di doppia cassa infuocata. L'heavy metal, come sempre, è lo sfogo. per James, e per i fan che in quelle note sentono vibrare le loro stesse sensazioni. Non mancano passi apparentemente ironici ('Non posso andare avanti senza voi due'), ed altri in cui prevale l'amarezza per un ruolo che spesso si inverte, con l'afflitto che mette su una propria famiglia riversando sui propri figli le stesse sofferenze che aveva patito in passato. 'Mi avete sempre detto la stessa cosa- Fa come dico, non come faccio io': come muovere un figlio come un pupazzo, come voler vivere la sua vita non contenti della propria. James non ci sta.

DYERS EVE. Dear Mother Dear Father What is this hell you have put me through? Believer Deceiver Day in, day out, live my life through you Pushed onto me what's wrong or right Hidden from this thing that they call 'life' Dear Mother Dear Father Every thought I'd think you'd disapprove Curator Dictator Always censoring my every move Children are seen but are not heard Tear out everything inspired Innocence Torn from me without your shelter Barred reality I'm living blindly Dear Mother Dear Father Time has frozen still what's left to be Hear nothing Say nothing Cannot face the fact I think for me No guarantee, it's life as-is But damn you for not giving me my chance Dear Mother Dear Father You've clipped my wings before I learned to fly Unspoiled Unspoken I've outgrown that fucking lullaby Same thing I've always heard from you, 'Do as I say, not as I do' Innocence Torn from me without your shelter Barred reality I'm living blindly I'm in hell without you Cannot cope without you two Shocked at the world that I see Innocent victim, please rescue me Dear Mother Dear Father Hidden in your world you've made for me I'm seething I'm bleeding Ripping wounds in me that never heal Undying spite I feel for you Living out this hell you always knew.

LA VIGILIA DEL TINTORE. Cara mamma Caro papà Cos’è questo inferno che avete addossato su di me Da una parte credente dall’altra bugiardo Giorno dopo giorno vivo la mia vita attraverso di voi Mi avete inculcato cos’è giusto e cosa sbagliato Nascosta da questa cosa che alcuni chiamano vita Cara mamma Caro papà Mi davate sempre torto Avete amministrato la mia vita Siete stati dei dittatori Avete sempre censurato quello che volevo fare I bambini si vedono ma non si sentono Mi toglievate tutto ciò che mi potesse ispirare Innocenza Me l’avete lacerata senza proteggerla Considerata una realtà proibita Ho vissuto nella cecità Cara mamma Caro papà Il tempo ha indurito quel che era rimasto Non sentire nulla Non dire nulla Non tollerate che io pensi da solo Non c’è nessuna garanzia, è la vita reale Maledetti, non mi avete dato la mia possibilità Cara Mamma Caro Papà Mi avete mozzato le ali prima che imparassi a volare Non sono stato viziato Non ho mai detto niente Sono cresciuto non voglio più sentire quella fottuta ninnananna Mi avete sempre detto la stessa cosa Fa come dico non come faccio io Innocenza Me l’avete lacerata senza proteggerla Considerata una realtà proibita Ho vissuto nella cecità La vita è un Inferno senza di voi Non posso andare avanti senza voi due Ciò che vedo al mondo è scioccante Sono una vittima innocente, per favore, salvatemi Cara mamma Caro papà Mi nascondo nel vostro mondo che mi avete costruito Sono arrabbiato Sto sanguinando Ho ferite squarcianti che non si rimarginano Nutro verso di voi un rancore infinito Sopravvivo in quest’inferno di cui avete sempre saputo.

PAURA DI RIBELLARSI

LA PAURA CREA SOTTOMISSIONE. La canzone è stupenda. Fa venire in mente una citazione di un filosofo, Immanuel Kant. Alla domanda: 'Che cos'è l'illuminismo?', così rispose: 'L'illuminismo è l'uscita dell'uomo da uno stato di minorità il quale è da imputare a lui stesso. Minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, Mma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza esser guidati da un altro'. Questo è proprio quello che è riuscito a fare James: ha avuto il coraggio di ribellarsi e di pensare con la sua testa. Sembrano cose stupide a dirsi, ma troppe volte troppo difficili a farsi. Infatti ribellarsi a un'idea o a determinate persone implica una rottura e molti la temono. 'Spread your wings and fly away', e nemmeno le ali di James si sono spezzate a tal punto da non permettergli più di volare. Pensare con la propria testa: sembra una bella barzelletta, perchè è scontato che noi lo facciamo. E invece no. In troppi, ancora una volta, si comportano, parlano, mangiano, vestono in un determinato modo non perchè lo scelgono, ma perchè qualcuno o qualcosa lo sceglie per loro. Abbiamo un cervello, ma non tutti lo usano per riflettere su quello che sta loro intorno e prendere una decisione, crearsi un'opinione propria che giudica e critica ciò che apparentemente ci è imposto dalla società. 'Dyers eve' è più di una canzone. Vivere è proprio questo: non avere paura di usare l'intelligenza e avere il coraggio di ribellarsi se qualcosa non va bene. Francy Mercury
DEATH MAGNETIC

DEATH MAGNETIC. I quattro cavalieri cavalcano fianco a fianco, compatti e solenni nel loro incedere fiero, col petto ricoperto di medaglie e qualche cicatrice. Li avevamo lasciati tanti, troppi anni fa, con quel 'Black Album' che sembrava destinato ad essere in eterno l'ultima cartuccia di energia sparata da una band che con i vari 'Kill'Em All' e 'Master Of Puppets' aveva scolpito la leggenda dell'heavy metal. Man mano che gli anni passavano, ci si rendeva sempre più conto di come l'inesorabile declino avesse ormai tagliato le gambe ai quattro di Frisco, e le speranze di un ritorno a livelli accettabili si riducevano sempre più a fioche illusioni. Ma certe volte i vecchi fuochi tornano a soffiare, e quella stessa scossa che generò i Metallica nel lontanissimo 1981 deve aver fatto di nuovo il suo corso. 'Death Magnetic' si infila nello stereo in un misto di curiosità morbosa e timore di trovarsi per le mani un'altra bufala. Ma non è il caso: l'esplosione di potenza che si sprigiona sin dalla prima canzone cancella in un colpo unico anni di critiche, delusioni, accuse e sentenze. Soprattutto, seppellisce sotto una montagna di riff arroventati i vari 'Load', 'Reload' e 'St Anger', trasportando l'ascoltatore allibito indietro di un ventennio. La tecnica feroce che corre sui riff taglienti scaglia in faccia la netta impressione di un bollente incrocio tra la foga di 'Kill'Em All' e la perizia di 'And Justice...'. Sono tornati: questa frase vi tornerà spesso in mente, ascoltando e riascoltando il nuovo classico del combo californiano. I corsi e ricorsi storici che fanno tanto sussultare i fan più accaniti dei 'Tallica si fanno sentire da subito, con l'opener 'That Was Just Your Life' che si apre introdotta da lenta melodia prima di un'allucinante scarica tellurica. Per capirci, proprio come le tracce d'apertura dei dischi capolavoro compresi tra il 1984 e il 1988. La canzone si delinea su decise e potenti accelerazioni ben accompagnate da un drum mai così presente. Ricorda 'Blackned' ed è impreziosita da un assolo isterico da restarci secchi: l'inizio è già di per se un viaggio nel paese delle meraviglie, per chi da tempo fagocitava nelle sue fantasie il tanto chiacchierato ritorno alle origini. La conferma della ritrovata grandeur non tarda ad arrivare. 'The End Of The Line' ha il riff di una di quei pezzi che ogni tanto i Metallica propinavano in sede live, con il titolo di 'New Song' o 'The Other New Song'. Irrobustita, completamente trasformata, la canzone che nasce da quelle note è un'altra prova di forza dei Thrashers della Bay Area. Rallentamenti e ripartenze battenti si susseguono e anticipano 'Broken, Beat & Scarred', la terza traccia del disco. Ancora più trascinante forse, e sempre intrisa dello stile dei Metallica degli esordi. Dopo le tre micce iniziali, arriva il singolo, 'The Day That Never Comes'. Traccia numero 4, lenta e melodica con le rullate, le ripartenze e i picchi rabbiosi che la accendono nel finale: altro amarcord, proprio come 'Fade To Black', 'Welcome Home' e 'One'. Proprio quest'ultima è molto vicina all'attuale discendente, date le tematiche relative al ruolo dell'elemento umano nel contesto drammatico di una guerra. La metà dell'album coincide col capolavoro, 'All Nightmare Long', un qualcosa di straordinario che va a piazzarsi da subito al fianco degli storici cavalli di battaglia. L'introduzione misteriosa è presto arroventata dai riff laceranti che vengono esplosi a velocità disarmante, con l'incalzare di cambi di tempo e atmosfere. Prestazione fantastica dell'inossidabile James, che ci regala una song davvero travolgente. Una song che ha sprazzi di 'Damage Inc', ancora pregna dei classici riff spezzati, e della foga martellante di un Lars Ulrich mai così completo e dedito alla doppia cassa! La successiva 'Cyanide' mantiene alti gli standard dell'album, con un ritornello accattivante e un mega assolo piazzato a fine brano. 'The Unforgiven III' è il sequel delle due celebri ballate degli anni'90. Ma se i primi due capitoli della saga erano musicalmente molto simili tra loro, questo ultimo episodio se ne discosta alquanto, pur senza perdere in emotività e passione, scaturite più dalla prova di HetfieldGod che dalla musica. Rabbia e cattiveria si esaltano irrefrenabili anche nelle conclusive 'The Judas Kiss' e 'My Apocalypse', inframmezzate da una buona strumentale ('Suicide & Redemption') che, come ai tempi di 'Orion' e compagne, è scandita da un tosto refrain iniziale successivamente alternato ad una vertiginosa parte melodica centrale. In particolare 'My Apocalypse' esprime una furia ed una potenza devastanti, stagliate con ferocia schizofrenica su un velocissimo spartito di riffs e martellate debordanti. Il pregio più bello di quest'album è quello di scatenare un headbanging naturale fin dal primo ascolto: come se fosse già intrinseco nel dna di chi fa dei Metallica la propria bandiera, 'Death Magnetic' viene assimilato all'istante da questi ultimi, andandosi ad affiancare ai classici immortali del combo americano. Finalmente tornano a farla da padrone assoli di livello assoluto, che Kirk Hammett sforna con una maestria ed una partecipazione forse ancor più elevate rispetto agli anni d'oro; di certo la batteria oscena sentita su 'St Anger' è stata depennata, a scapito di uno stile assolutamente devastante rispetto agli antichi canoni del buon Lars. L'opera è completata dalla partecipazione di Robert Trujillo (al primo studio album con la band) e, ovviamente, dalla solita grandissima performance di James e della sua voce inconfondibile. Il voto all'album merita una considerazione: è un'opinione a se stante, non vuole dire che è meglio o peggio di questo o quel vecchio lavoro della band. I Metallica sono dunque tornati, e quando i Maestri scendono in campo non ce n'è più per nessuno!

LA RECENSIONE DI TRUE METAL.IT

PRIME IMPRESSIONI SU DEATH MAGNETIC


E venne il giorno di 'Death Magnetic'. Un negozio francese ha venduto il nuovo Metallica con una decina di giorni d'anticipo, e il mondo ha scoperto il tellurico ritorno in auge delle Icone. Cancellati senza pietà gli ultimi anni controversi, i Metallica rispolverano le antiche armi e tornano decisamente a far tremare gli stereo di tutto il mondo. Con la loro creatura, il thrash metal corrosivo che li ha lanciati nell'olimpo della musica già oltre vent'anni fa.

PROMESSE MANTENUTE. L'avevano detto, Lars e James: i Metallica sarebbero tornati allo stile del thrash anni '80, da loro stessi creato ai tempi di Kil'Em All e poi perfezionato con i tre capolavori successivi. In particolare, i due thrashers parlavano di un sound a metà tra 'And Jusice For All' ed il 'Black Album', che è heavy e di thrash ha pochissimo: a caldo però 'Death Magnetic' sembra più un incrocio tra 'Justice..' e 'Kill'Em All', addirittura. Del primo prende la tecnica e la robustezza del sound, del secondo la folle ritmica del thrash serrato e sparato.

AMARCORD. Disco in pieno stile anni 80: 10 canzoni lunghissime (8 minuti in media) ricche di cambi di tempo e ritmo, diversificate nelle atmosfere al loro stesso interno. La quarta song (come su 'Ride..', 'Master..' e 'And Justice'), 'The Day That Never come', è un lento; la penultima è solo strumentale (altro punto in comune con gli album ottantiani) con ripetuto riff iniziale e straordinaria parte melodica centrale, completamente diversa, prima del ritorno al refrain iniziale. Manca la title track (di solito era la traccia numero 2), che però viene citata nella conclusiva 'My Apocalypse', un trionfo di metallo rovente. 'The Unforgiven III' è il sequel dei due capitoli precedenti, risalenti però agli anni '90. In realtà somiglia poco, musicalmente, ai predecessori, che erano molto simili tra loro.

REGISTRATORI. Cinque anni di lavoro e composizione per partorire un album da lustrarsi gli occhi: 5 anni in cui i Metallica hanno scritto e registrato riff praticamente ovunque. Ogni singolo riff è stato registrato, e spesso chiamato col nome della città in cui la band si trovava. Robert Trujillo ha dichiarato che 'basta che James imbracci la chitarra perchè produca qualcosa di interessante'. Il bassista ha aggiunto che la mole enorme di riff registrati è stata via via perfezionata e ridotta fino a scegliere il meglio di tutto quanto è stato scritto, per fare confluire in 'Death Magnetic' il lato migliore di quello che sono i Metallica oggi.

PARENTESI. Distante anni luce dai vari Load, Reload e St Anger, 'Death magnetic' è una svolta epocale che chiude finalmente la parentesi poco rispettabile della band: prima c'era il periodo d'oro (1981-1996) e il periodo di declino (1996-2003), adesso grazie a 'Death...' il periodo di declino viene rinchiuso in una parentesi che non lascerà traccia nella storia dei metallica, sempre grandi e degni della leggenda che portano a nome.

RIVINCITA. Per chi ha sofferto per anni ripensando a Reload. Per chi soffriva all'udito d quella pseudo batteria che faceva squallore in St Anger. Per chi ha ascoltato all'infinito Master Of Puppets convincendosi che 'QUESTI sono i veri Metallica'. Per chi mai avrebbe immaginato di riascoltare i Metallica suonare del thrash come ai tempi belli: Death Magnetic è un regalo per tutti coloro che hanno sempre avuto a cuore la band di Frisco, appoggiandola con passione anche quando la massa sputava parole come 'venduti' o 'finiti', 'caricature di se stessi' e altre cazzate così.

TECNICA. I riff allucinanti squarciati dalla chitarra di Kirk sono una nota straordinaria per ogni metalkid. Hammett traccia scariche elettriche allucinanti più che ai bei tempi, roba grossa, complessa, protratta: una goduria, soprattutto pensando che in St Anger non c'era un assolo che fosse mezzo. E anche la batteria è una chicca: salutato il fustino di rame di St Anger, Lars torna a battagliare con energia dispensando doppia cassa in quantità, lui che non ne ha mai fatto un uso particolare. I nuovi Metallica sono questi. I Maestri sono tornati, e non ce n'è più per nessuno.